Pre-insolvenza in Croazia: come ristrutturare i debiti prima del fallimento
La procedura prevista dalla Legge Fallimentare per salvare un’impresa in crisi
Quando un’impresa attraversa una fase di difficoltà finanziaria, il rischio principale è che la situazione evolva rapidamente verso l’insolvenza e l’apertura di una procedura fallimentare.
Il diritto croato prevede tuttavia uno strumento specifico per intervenire prima che la crisi diventi irreversibile: la procedura di pre-insolvenza, disciplinata dallo Legge Fallimentare .
Si tratta di una procedura di ristrutturazione preventiva dei debiti, che consente all’impresa di negoziare con i creditori un piano di riequilibrio finanziario e di evitare – ove possibile – la liquidazione fallimentare.
Questo strumento si inserisce nel quadro delle procedure di preventive restructuring previste a livello europeo e coerenti con i principi della Direttiva (UE) 2019/1023 sulla ristrutturazione preventiva delle imprese.
Quando un’impresa può accedere alla procedura di pre-insolvenza
La procedura può essere avviata quando il debitore si trova in una situazione di minaccia di insolvenza.
In termini concreti, ciò significa che sulla base delle condizioni economiche e finanziarie esistenti è prevedibile che l’impresa non sarà in grado di adempiere alle proprie obbligazioni nel prossimo futuro.
La normativa croata individua alcune circostanze che costituiscono indicatori tipici di questa situazione, tra cui:
- l’esistenza di basi di pagamento non eseguite registrate presso FINA, l’Agenzia finanziaria croata;
- ritardi nel pagamento delle retribuzioni dei dipendenti;
- mancato versamento di imposte o contributi relativi ai salari.
È però fondamentale distinguere questa fase dalla vera e propria insolvenza, che rappresenta il presupposto per l’apertura della procedura fallimentare.
Secondo la legge croata, l’insolvenza si presume quando:
- i pagamenti risultano bloccati per oltre 60 giorni consecutivi, oppure
- il debitore non ha pagato tre stipendi consecutivi.
Quando tali condizioni sono soddisfatte, il rischio di apertura del fallimento diventa concreto.
Come si avvia la procedura
La procedura di pre-insolvenza viene avviata mediante presentazione di una domanda al tribunale commerciale competente, individuato in base alla sede legale dell’impresa.
La domanda deve contenere una serie di informazioni essenziali sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda, tra cui:
- dati identificativi della società;
- descrizione della situazione economico-finanziaria;
- elenco dettagliato dei beni e delle passività;
- documentazione contabile aggiornata;
- informazioni sul numero dei dipendenti.
Se la domanda risulta incompleta, il tribunale invita il debitore a integrare la documentazione entro otto giorni.
La mancata integrazione entro tale termine comporta la dichiarazione di inammissibilità della domanda.
L’apertura della procedura e il ruolo del tribunale
Se il tribunale ritiene soddisfatti i presupposti previsti dalla legge, emette una decisione di apertura della procedura di pre-insolvenza.
Contestualmente:
- la decisione viene pubblicata nel sistema elettronico delle procedure di insolvenza;
- viene nominato un commissario della procedura.
Il commissario svolge un ruolo centrale e ha il compito di:
- verificare la situazione economica dell’impresa;
- esaminare i crediti dichiarati dai creditori;
- supervisionare l’attività dell’azienda durante la procedura.
Gli effetti dell’apertura della procedura
L’apertura della procedura produce effetti giuridici immediati e rilevanti.
In particolare:
- vengono sospese le azioni esecutive individuali dei creditori relative ai debiti inclusi nella procedura;
- i debiti precedenti vengono congelati e diventano oggetto di negoziazione;
- l’impresa può continuare la propria attività ma con limitazioni nella gestione del patrimonio.
Durante la procedura il debitore può effettuare esclusivamente i pagamenti necessari alla gestione ordinaria dell’attività, come ad esempio:
- pagamento degli stipendi;
- pagamento delle imposte correnti;
- spese operative indispensabili alla continuità aziendale.
Il piano di ristrutturazione: il cuore della procedura
Il vero elemento centrale della procedura è rappresentato dal piano di ristrutturazione.
Il piano deve includere:
- analisi della situazione economico-finanziaria dell’impresa;
- individuazione delle cause della crisi;
- misure di ristrutturazione finanziaria e operativa;
- proiezioni economico-finanziarie future;
- modalità di soddisfacimento dei creditori.
Il piano deve dimostrare che la ristrutturazione proposta offre ragionevoli prospettive di superamento della crisi e di continuità aziendale.
In tale contesto, la predisposizione del piano richiede generalmente un’analisi economico-finanziaria approfondita e adeguatamente documentata, tale da consentire al professionista incaricato della sua elaborazione di esprimere una valutazione positiva sulla sostenibilità delle misure previste e sulla loro idoneità, con un grado di probabilità prevalente rispetto alle alternative, a ristabilire l’equilibrio economico e finanziario dell’impresa.
La decisione finale sull’idoneità del piano e sull’esito della procedura spetta comunque al tribunale competente.
L’approvazione del piano da parte dei creditori
Il piano di ristrutturazione viene sottoposto al voto dei creditori.
In linea generale, il piano si considera approvato quando:
- la maggioranza dei creditori vota a favore;
- il valore dei crediti favorevoli supera quello dei crediti contrari secondo le soglie previste dalla legge.
Una volta approvato dai creditori, il piano deve essere confermato dal tribunale, che verifica la legittimità e la fattibilità della proposta.
Quanto dura la procedura di pre-insolvenza
Uno degli aspetti più rilevanti della procedura è la sua durata relativamente contenuta.
La normativa stabilisce che:
- la procedura debba concludersi entro 120 giorni dall’apertura;
- il tribunale possa concedere una proroga fino a 180 giorni ulteriori, qualora ciò sia necessario per completare le trattative con i creditori.
La durata massima complessiva della procedura è quindi pari a 300 giorni.
Conclusioni
La procedura di pre-insolvenza rappresenta uno strumento particolarmente rilevante per le imprese che intendono affrontare tempestivamente una situazione di difficoltà finanziaria.
Attraverso la ristrutturazione del debito e il dialogo con i creditori, questa procedura può consentire all’impresa di evitare il fallimento e ristabilire un equilibrio economico sostenibile.
Il successo della procedura dipende tuttavia da diversi fattori, tra cui:
- la credibilità del piano di ristrutturazione;
- la collaborazione dei creditori;
- la capacità dell’impresa di mantenere la regolarità dei pagamenti correnti durante la procedura.
In assenza di tali condizioni, la procedura può evolvere verso l’apertura della procedura fallimentare ordinaria.